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Cos'è il Reiki? \ Quale Reiki? \ A chi è diretto? \ Guarigione e consapevolezza \ I 5 Principi di Usui \ Komyo Reiki
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Il Reiki è un'arte di guarigione antica? No, il Reiki di Usui è un metodo di guarigione naturale relativamente recente creato da Usui stesso nel 1922 dopo aver ricevuto la rivelazione sul monte Kurama. E' invece corretto ipotizzare che sin dai tempi più antichi già gli stessi Egizi o gli Esseni utilizzassero la stessa Energia dell’Universo per la guarigione. Ma, il grande merito di Usui fu quello di indicare un metodo del tutto nuovo ed efficace per “centrarsi” e canalizzare questa energia.
Komyo Reiki è un nuovo stile Reiki? Komyo Reiki non è un nuovo stile occidentale ma è il nome della scuola giapponese che, ormai in tutto il mondo, viene riferito al Reiki originario di Mikao Usui. L'aggettivo Komyo, che significa luce, sta ad indicare l'enfasi che si vuole porre sul percorso di crescita personale, finalizzato alla ricerca della pace interiore (Anshin Ritzumei) e al raggiungimento di Satori (realizzazione, illuminazione), attraverso l'esperienza dell'Energia. |
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Fontana per atti rituali: la pulizia della bocca |
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Quali sono i metodi (tecniche) tradizionali giapponesi di trattamento? Cito alcuni di quelli che vengono appresi durante i seminari - Il metodo per i disturbi cronici (posizioni delle mani nel Reiki tradizionale) - Il metodo per eliminare le tossine (Tanden Chiryo Ho)
- La tecnica per abbassare la febbre (Genetsu Ho) - Pratica per far circuitare l'Energia attraverso le persone (Reiki Mawashi) - Metodi alternativi per far fluire l'enrgia Reiki col soffio e con lo sguardo (Koky Ho e Ghyoshi Ho) - Tecnica per il riallineamento (Heso Chiryo Ho) - Tecnica per trattare le abitudini indesiderate (Seieky Chiryo Ho) - Tecnica per stimolare Reiki in profondità (Zenshin Ketueki Kokan Ho - Zenshin Kekko) - Metodo per attivare la propria energia (Hatsurei Ho) - Metodo di respirazione per purificare la mente (Joshin Kokyu Ho) - Tecniche di picchiettamento, strofinamento, pressione (Uchite chiryo ho, Nadete chiryo ho, Oshite chiryo ho)
E' vero che con il terzo livello si apre il terzo occhio? Se per apertura del terzo occhio si intende la cosiddetta illuminazione è evidente che questa non può essere il frutto di un'attivazione o di un trattamento. Col reiki possiamo aiutare una persona a guarire dalle malattie fisiche, mentali e spirituali (ignoranza del Se), ma non possiamo arrivare a fare ciò che è compito esclusivo di ognuno di noi. L'illuminazione, in particolare, non può che essere che il frutto di un costante impegno personale volto alla comprensione della propria natura. Col reiki, quindi, possiamo indicare la strada, dare un aiuto importante, ma poi spetta a ciascuno di noi percorrere la strada che porta alla realizzazione del Se.
Possiamo aprire i chakra col reiki? Il reiki tradizionalmente non viene utilizzato per operare l'apertura o la chiusura dei chakra a "comando". Semmai può essere apportata energia nei punti che corrispondono ai chakra e sarà poi reiki a operare nel modo più appropriato secondo le necessità.
Qual'è l'importanza del lignaggio? E' essenziale che ci sia un legame energetico che risalga direttamente ad Usui. Ma è altrettanto importante sottolineare che questo non è sufficiente. Infatti, un buon operatore Reiki è innanzitutto una persona che mette in pratica i valori umani e i 5 principi di Usui.
Quanto tempo deve passare tra i vari livelli? Non esiste un tempo preciso anche se tradizionalmente sono previsti almeno 30 giorni tra il primo e il secondo, sei mesi per i terzo e un anno per il quarto. Naturalmente tutto dipende dallo studente, dalla sua attitudine a dal suo impegno. La ragione di queste tempistiche sta nel permettere al praticante di fare l'esperienza necessaria e di affinare la propria sensibilità prima di passare ad un livello superiore affinché possa seguire con profitto i nuovi insegnamenti.
E' vero che un trattamento presuppone necessariamente uno scambio? E questo deve essere in denaro? Lo scambio è un elemento molto importante. Per me c'è scambio quando sia chi da sia chi riceve Reiki assume con dignità il suo ruolo onorando e rispettando l'altro: chi da impegnandosi al meglio nella pratica, chi riceve predisponendosi ad accogliere l'aiuto che ha chiesto. Il denaro può essere un giusto riconoscimento per chi fa del Reiki il suo lavoro ma non ritengo che possa essere considerato come elemento alla base dello scambio. |
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